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Lavoro Mercoledì 25 Febbraio 2026 ore 16:10

Lutto per la morte in porto, sciopero al cantiere

I lavoratori del cantiere Azimut Benetti oggi effettueranno un'ora di sciopero. L'annuncio di Fiom-Cgil Livorno



LIVORNO — Oggi mercoledì 25 Febbraio i dipendenti del cantiere navale Azimut-Benetti di Livorno effettueranno 1 ora di sciopero a fine turno in segno di lutto per la tragica scomparsa di Nico Ulivieri (si vedano gli articoli correlati sotto).

Lo sciopero è stato proclamato dalla Fiom-Cgil.

"Ciò che è avvenuto nelle ore scorse ha fortemente scosso i lavoratori del cantiere navale. Auspichiamo che si faccia al più presto chiarezza sulla dinamica dei fatti. Serve aprire una riflessione generale per incrementare ulteriormente misure di sicurezza e formazione.
Non si può continuare a morire di lavoro", dichiara la Fiom-Cgil Livorno.

"Apprendiamo con dolore e sgomento della morte di Nico Ulivieri, il giovane pilota marittimo di soli 30 anni che ieri pomeriggio ha perso la vita all'imboccatura del porto di Livorno, mentre svolgeva il suo lavoro a bordo di una pilotina ribaltata dalla collisione con uno yacht. A lui, alla sua famiglia, ai colleghi e all'intera comunità portuale vanno le nostre più sentite condoglianze e la nostra vicinanza più sincera.

Carlo Ghiozzi, segretario provinciale della Lega, il senatore Manfredi Potenti e Michele Gasparri, segretario di sezione Lega Livorno, esprimono il proprio cordoglio e si stringono nel lutto che colpisce oggi l'intera città.

"Il porto è il cuore di Livorno. Non è solo un'infrastruttura economica: è l'identità stessa di questa città, la sua storia, il suo respiro. Chi vi lavora ogni giorno — piloti, operai, marinai — lo fa con professionalità e dedizione, spesso in condizioni difficili e con rischi reali. Per questo ogni morte in porto è una ferita che va ben oltre la tragedia individuale: è una ferita collettiva, che tocca l'anima di tutta la comunità livornese. Quello che rende ancora più intollerabile quanto accaduto è che non si tratta di un episodio isolato. Appena un mese fa, il 24 gennaio, un altro lavoratore aveva perso la vita. Due tragedie in trenta giorni. Un ritmo che non possiamo accettare in silenzio. Le morti sul lavoro non sono fatalità: sono il segnale di un sistema che va rafforzato, di controlli che vanno intensificati, di una cultura della sicurezza che deve diventare priorità assoluta, a partire proprio dai luoghi ad alto rischio come il porto. Chiediamo che le autorità competenti facciano piena chiarezza sulla dinamica dell'incidente nel più breve tempo possibile e che, una volta accertate le responsabilità, si proceda con determinazione. Chiediamo inoltre che si apra un confronto serio e strutturato — coinvolgendo l'Autorità di Sistema Portuale e tutte le parti interessate — per rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza nello scalo livornese. Nessun lavoratore dovrebbe perdere la vita mentre fa il proprio dovere", concludono.


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