Attualità Venerdì 06 Febbraio 2026 ore 08:35
Via Cambini, "necessario bilanciare interessi"

Il Comitato Modì lamenta la mancanza di confronto con l'amministrazione comunale e la necessità di tutela dei residenti nella zona
LIVORNO — "In merito alle recenti dichiarazioni della Giunta sulla gestione di via Cambini, il Comitato Modì ritiene doveroso precisare alcuni punti fondamentali per ristabilire una corretta narrazione dei fatti e delle necessità del quartiere".
Lo scrive il comitato Modì in una nota in cui spiega: "Nonostante si parli di "soluzioni concrete", rileviamo con rammarico che la nuova ordinanza non recepisce le richieste di buonsenso avanzate dai residenti. Il punto nodale rimane l'orario di chiusura: confermare la serrata alle 2:00 di notte nel fine settimana, un orario persino posticipato di mezz'ora rispetto alla prima ordinanza, rappresenta un netto passo indietro. Il riposo è un diritto che deve essere garantito in orari serali dignitosi e non procrastinato a notte fonda, trasformando di fatto una via residenziale in un’area incompatibile con la vita privata dei cittadini".
"Dobbiamo smentire con forza l'immagine di un confronto costante e partecipato: - prosegue il comitato - dall'inizio dell'attuale stagione autunnale, l’Amministrazione non ha convocato alcun incontro con i rappresentanti dei residenti. È doveroso sottolineare che il Comitato non è stato minimamente interpellato né contattato prima dell'emissione delle ultime due ordinanze. In questo vuoto di ascolto da parte del Comune, solo il Consiglio di Zona 3 ci ha permesso di mostrare i video che documentano le gravi criticità della via. Al contempo, riconosciamo che l’unico soggetto istituzionale ad aver seguito con costante attenzione la situazione è stato il Prefetto, dottor Giancarlo Dionisi, i cui incontri sono stati le uniche occasioni di reale confronto istituzionale a cui abbiamo potuto partecipare".
"Il dialogo non può essere a senso unico, né limitarsi esclusivamente all'ascolto delle associazioni di categoria", aggiunge il Comitato.
"È bene ribadire che il diritto alla quiete non è un "accessorio" del vivere urbano, ma un elemento portante del diritto alla salute e al benessere psicofisico, tutelato dalla nostra Costituzione. Ignorare la portata del disturbo notturno significa ledere la qualità della vita di decine di famiglie che hanno il diritto di abitare la propria casa senza subire stress acustico fino a notte fonda. Il Comitato Modì non è mosso da pregiudizi ideologici contro il commercio o il desiderio di svago dei giovani. Crediamo fermamente che via Cambini possa rappresentare un modello di convivenza, ma questo traguardo richiede un bilanciamento di interessi reale, onesto e simmetrico. Rinnoviamo pertanto la nostra totale apertura a un confronto serio e costruttivo con l'Amministrazione. Siamo pronti a fare la nostra parte per individuare soluzioni che salvaguardino il tessuto produttivo della città, a patto che ciò non avvenga sistematicamente a discapito della dignità e della salute di chi nel quartiere vive e risiede", conclude il Comitato.
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