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Lavoro giovedì 22 febbraio 2024 ore 18:30

"Una legge per accedere alla professione edilizia"

Foto di repertorio

E' quello che chiede Cna Costruzioni Livorno dopo il tragico crollo avvenuto nel cantiere di un supermercato a Firenze



PROVINCIA DI LIVORNO — “Non è più rinviabile una legge per l’accesso alla professione nell’edilizia: non è accettabile che per aprire una azienda edile basti una semplice richiesta alla camera di commercio, senza nessun requisito tecnico o professionale”. È quanto sottolinea il presidente di Cna Costruzioni Livorno Gianluca Botta che aggiunge: “La tragedia di Firenze ed i continui incidenti sul lavoro evidenziano che la sicurezza è la priorità e servono impegno quotidiano e coinvolgimento di tutti i soggetti interessati”.

“La sicurezza richiede la massima attenzione su ogni aspetto – sottolinea Ilaria Niccolini coordinatrice per Cna Livorno del settore costruzioni e impianti - quindi occorrono rispetto e applicazione rigorosa dei contratti di lavoro, contrasto alla pratica del massimo ribasso e al subappalto infinito, formazione effettiva ed efficace per tutti i soggetti che operano nel cantiere. E poi, come chiediamo da molti anni, una norma per la qualificazione delle imprese: un impiantista delle caldaie deve possedere un titolo professionale ed è obbligato a corsi di aggiornamento almeno triennali; un parrucchiere deve frequentare un corso di formazione di almeno mille ore; un meccatronico deve avere titoli ed esperienza; un edile no, chiunque può tirare su un muro e perfino una casa, basta iscriversi in camera di commercio; ci vogliono i progettisti certo, ma gli esecutori su moltissimi lavori possono anche non essere qualificati”.

“Le regole del cantiere sulla sicurezza sono universali – precisa il presidente di Cna Costruzioni - non c’è distinzione tra committente pubblico e privato. Sull’efficacia della patente a punti continuiamo a nutrire forti dubbi, ed anche la SOA non è la soluzione perché è una sorta di certificazione cartacea da parte di terzi dei lavori realizzati da un’azienda. Per la qualificazione delle imprese il primo e fondamentale passo è una legge sull’accesso alla professione, il secondo lo stop al subappalto a cascata. Abbiamo sempre sostenuto che chi si aggiudica un appalto debba possedere al proprio interno le adeguate competenze per realizzare i lavori. Da subito si potrebbe intervenire almeno sulle opere al di sotto delle soglie comunitarie”.

Infine la questione dei controlli. “È evidente – ha aggiunto Niccolini - che c’è un tema di quantità di ispettori, ma ancor prima è necessario che i controlli siano mirati, efficaci e concentrati su aspetti sostanziali. Anche su questi temi il potenziamento del ruolo della bilateralità può rappresentare un valido supporto di collaborazione con gli organi di controllo. Continuiamo a credere che i controlli de visu e le ispezioni sul campo offrano garanzie superiori alle verifiche di carta, di nome e di fatto”.


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