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Spettacoli giovedì 12 ottobre 2023 ore 11:52

E la Felicità, Prof?

Uno spettacolo per gli adolescenti fortemente voluto anche qui a Livorno per i ragazzi del Liceo Scientifico F. Enriques



LIVORNO — Platea piena ieri al Teatro Quattro Mori. E' di scena uno spettacolo prodotto da Teatri di Bari con Luigi D’Elia, l'attore che la scorsa estate ha impressionato al festival Scenari di Quartiere e che ha dato l'innesco perché questo accadesse. Tutto quindi nasce da: uno studente valutato 'apatico' all'esame di terza media che oggi ha tre lauree, fa mille cose e ha scritto il libro da cui è tratto appunto questo spettacolo, Giancarlo Visitilli; dalla dedizione al proprio mestiere e dall'impegno di una prof., Patrizia Silenzi, il cui intento ha trovato risonanza nell'operato del dirigente scolastico del Liceo scientifico Enriques di Livorno, Ersilio Castorina, e dalla bravura di un attore che raccoglie tutto il materiale, Luigi D’Elia, che insieme a Riccardo Spagnulo e Giancarlo Visitilli firma anche la regia di questo spettacolo pensato per gli adolescenti ma anche per gli adulti che non hanno smesso di cercare un canale di comunicazione con questa difficile fascia di età. Ne viene fuori un lavoro sincero,  sentito e accurato che ha visto la luce anni fa e che ancora ha molto da raccontare in giro per scuole e teatri come ieri al teatro Quattro Mori, davanti a più di 250 ragazzi. Vedere il teatro pieno è già una bella cosa, vederlo pieno di ragazzi è ancora più bello e sentirli dire 'mi sono emozionato, ho pianto' è straordinario. Questa è la migliore recensione che si possa avere.

Lo spettacolo mette a confronto studenti di un liceo barese e un professore supplente alle prese con un mestiere in cui "a volte c’è il rischio di perdersi, affrontando tanti temi che possono rimanere astratti rispetto alla vita degli alunni" ma che affrontare è necessario nel viaggio che porta verso la maturità e la vita che nel frattempo accade e per la quale non siamo mai davvero pronti. Le domande si moltiplicano e non sempre trovano risposta ma 'ogni processo di maturazione dell’identità, porta con sé una dose di tormento, bisogna scavare con le unghie per ritrovarsi addosso una pelle splendente' e prendendo alla lettera Italo Calvino, “anche a vivere si impara”. La scuola ha certamente un ruolo fondamentale in questo percorso e avere scuole che si adoperano per offrire momenti educativi e culturali  è la scuola che ci auguriamo, quella che 'apre squarci inattesi di bellezza e relazioni autentiche', quella che rimane.


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