Lavoro Martedì 20 Ottobre 2026 ore 17:45
Pierburg, "dal tavolo Mimit segnali positivi"

Rheinmetall apre al trasferimento a Livorno di linee per la componentistica dei veicoli elettrici ma servono certezze
LIVORNO — Primi segnali di schiarita, ma per il futuro industriale e occupazionale della Pierburg di Livorno servono fatti e certezze. Tra moderato ottimismo e invito alla cautela, il consigliere speciale del presidente Giani per le vertenze aziendali Valerio Fabiani commenta l’esito della riunione tenutasi ieri al Mimit del tavolo nazionale sulla vertenza, che riguarda anche altri due siti italiani di Lanciano e Torino (circa 450 addetti di cui la metà in Toscana).
La riunione era stata la prima a svolgersi alla presenza dell’attuale proprietà, il gruppo Rheinmetall, e del fondo Aequita, il soggetto che dovrebbe acquisire in via definitiva entro la fine dell’anno dal colosso tedesco il ramo d’azienda sotto cui ricadono i siti Pierburg.
I rappresentanti di Rheinmetall hanno espresso la disponibilità all’ipotesi di trasferire nel sito livornese alcune linee produttive del comparto legate alla componentistica per veicoli elettrici. Una possibile soluzione cui in queste settimane hanno lavorato dietro le quinte Mimit e Regione assieme all’azienda.
“Si tratta sicuramente di uno spiraglio per l’uscita dal tunnel, che si è aperto grazie alla fermezza dei lavoratori, da tre anni in contratto di solidarietà e da mesi in mobilitazione, e dall’impegno congiunto di istituzioni e organizzazioni sindacali - spiega Fabiani, che ha partecipato all’incontro assieme ai membri dell’Unità di crisi Lavoro regionale e a funzionari della Direzione regionale competitvità".
"Ma - tiene a precisare il consigliere – siamo di fronte ad una disponibilità di massima, su cui manteniamo la massima prudenza. Verificheremo con estrema attenzione, e restiamo in attesa di un piano industriale che si attende da troppo tempo, con impegni concreti e investimenti”.
La Regione Toscana intanto si è detta pronta ad accompagnare il percorso.
“Se il trasferimento delle linee a Livorno sarà confermato, la Toscana farà la sua parte con tutti gli strumenti a disposizione, a partire da un importante progetto formativo per il personale”, sottolinea Fabiani. “Sappiamo che l’operazione è complessa e richiederà da uno a tre anni. In questa situazione, nostra principale preoccupazione è preservare le competenze dei lavoratori e sostenerne lo sviluppo”.
Il confronto è aggiornato al 30 Novembre, data in cui è atteso il piano industriale con cui proprietà e acquirenti dovranno dimostrare di dare concretezza alle prospettive occupazionali e produttive del sito di Livorno.
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