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Domenica 18 Ottobre 2026

RACCONTI DELLA DOMENICA — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI ha lavorato e vive in Valdera, a Pontedera. Gli piace scrivere, ma non è uno scrittore. Solo uno che scrive.

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di Marco Celati - Domenica 18 Ottobre 2026 ore 08:00

Le foto ingannevoli ci commuovono sempre, anche ora che le istantanee le ha consumate il tempo e anche quando non c’è più amore per sopportare, né pazienza per amare. Figurarsi mettersi in posa.

Quella mattina al fiume: un nipote che grida, audace, di non avere paura di niente e l’altro che conversa, amabile, con le signore. Quella volta con mio fratello o con i figli, e tua figlia. E quel nostro viaggio a ritroso sul greto per gli Stretti o l’altro, su per la Cascata.

Ma sempre sapere che ciò che è dato può essere tolto. Tranne l’orrore del mondo, che quello sta a noi. Noi ciò che ci siamo dati, ce lo siamo perso. Ed è debole chi cade e pure chi, caduto, si rialza. Meglio quest’ultimo magari, o peggio: avrà più debolezze da smaltire.

Ogni età cede il passo alla successiva, poi vengono gli anni della smemoratezza che metti insieme cose che non sono, che farfugli e dici solo cazzate. Ma le puoi dire, potresti dire di tutto, tanto non ti ascolta nessuno. Nessuno ti dà retta, né tu la dai a loro e ne ridi e t’importa una sega. Allora non ha senso parlare, non serve. Conviene tacere.

“La lucciola annuncia l’aurora imminente, giacché impallidisce la sua debole luce”. E della vita, tutto va in malora. Tutto sbiadisce, come le foto. Perfino le lucciole, un poeta ucciso ci disse, non esistono più. Colpa nostra. Eppure sulla tessera dell’Arci di quest’anno c’è scritto "Come lucciole nelle tenebre". Che era una vecchia, ammiccante canzone.

E allora, quando la dimenticanza allagherà le valli della memoria, non ti opporre all’oblio dilagante e lascia perdere gli inutili sbalzi del cuore, ricordati solo il dove e il quando e rammenta i momenti, i luoghi, le cose. Ricorda che a volte siamo stati felici.

Buona domenica e buona fortuna.

Marco Celati

Pontedera, 18 Ottobre 2026

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P.S. Questo breve testo deve una parte di sé alle suggestioni del bel libro di Dario Ferrari “L’idiota di famiglia” e del film “Hamnet, nel nome del figlio” di Chloé Zhao. Da “Amleto” di Shakespeare ho tradotto liberamente “The glow-worm shows the matin to be near, and 'gins to pale his uneffectual fire”. Della scomparsa delle lucciole scrisse Pasolini. Non si sa se bisogna scusarsi con Confucio, Ghoete o Humphrey Bogart, a proposito dei forti che cadono e risorgono, per aver rovesciato il concetto. Per l’inganno delle istantanee ricordo Tabucchi. Ne avevo di mie, ma ho preso in prestito questa foto del "Piscio di Pracchiola", la Cascata di Odino, in Lunigiana, da qualcuno che non conosco e ringrazio, perché era migliore, più indicata. L’ho sbiadita. Spero non se ne dispiaccia.

"Lucciole vagabonde", Gigliola Cinquetti

https://youtu.be/1pl6FlZvptw?si=4ceO-92Qafyx-9uC

Marco Celati

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