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Lavoro Giovedì 12 Marzo 2026 ore 14:55
Pierburg, "lavoratori chiedono risposte certe"

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno, interviene dopo lo sciopero e il presidio dei lavoratori
LIVORNO — Ieri si è svolta l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Pierburg di Livorno, seguita da uno sciopero di 2 ore con presidio davanti all’ingresso dello stabilimento.
"L’adesione - spiega Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno - è stata massiccia e le produzioni si sono praticamente fermate. Il tavolo sulla vertenza, concordato con il Ministero e l’azienda, è stato dichiarato permanente. Nonostante ciò, da settimane chiediamo la convocazione senza ottenere risposta. Nel primo trimestre 2026 è prevista la firma del contrato di vendita e non accettiamo passaggi al buio".
"Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ribadiamo con chiarezza: - prosegue Braccini - che durante la fase di vendita non vengano effettuate operazioni che possano indebolire i siti italiani; che l’eventuale acquirente presenti, prima del closing, un piano industriale dettagliato e verificabile; che siano garantite tutele occupazionali vincolanti; che vi sia un impegno formale a mantenere e sviluppare le competenze presenti a Livorno; e che Rheinmetall assuma impegni sul futuro dello stabilimento analoghi a quelli già sottoscritti in Germania".
"Rheinmetall negli ultimi due anni ha annunciato investimenti per circa 8 miliardi di euro - aggiunge Braccini - per espandere la propria capacità produttiva nel settore della difesa e ha comunicato un piano di crescita occupazionale di circa 8.000 nuove assunzioni a livello globale. Una scelta strategica chiara: rafforzare il comparto militare in una fase di forte espansione della domanda europea. Parallelamente, però, il gruppo ha deciso di cedere l’intera divisione automotive civile, 18 stabilimenti, tra cui Pierburg Livorno. Una divisione che oggi attraversa difficoltà legate alla crisi del settore auto, ma che per anni ha contribuito in modo significativo ai risultati complessivi del gruppo".
"Non siamo di fronte a un’azienda in crisi. Siamo di fronte a una riorganizzazione strategica che concentra risorse nella difesa e scarica l’incertezza sull’automotive. La Pierburg a Livorno non è un sito marginale. È una realtà industriale con un centro ricerche, competenze, professionalità e qualità produttiva riconosciute. È un’eccellenza nel proprio settore. Se Rheinmetall investe miliardi nella difesa e programma migliaia di assunzioni, deve assumersi la responsabilità sociale delle scelte che compie anche sul versante civile. La mobilitazione sindacale continua fino a quando non arriveranno risposte concrete: le lavoratrici e i lavoratori Pierburg Livorno meritano rispetto, certezze e un futuro chiaro", conclude Braccini.
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