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Interviste Domenica 15 Marzo 2026 ore 07:00

Germanelli, raccontare musica e coltivare passioni

Una chiacchierata con Giovanni Germanelli per parlare di musica, Sanremo, sogni e progetti, anche legati al nostro territorio



PIOMBINO — Da oltre 25 anni nel settore musicale, Giovanni Germanelli è un nome affermato e specializzato nella promozione artistica e nella consulenza per musicisti emergenti, etichette indipendenti e major. Anche nel 2026 ha partecipato al 26esimo festival di Sanremo da addetto ai lavori, qui ne parliamo con lui con riferimenti a musica, altri festival e territorio.

Di cosa ti occupi? Raccontaci il tuo lavoro e il mondo della tua agenzia.

Fin dalla metà degli anni ’90 sono stato affascinato da tutto ciò che accade dietro le quinte della musica: la costruzione dei progetti artistici, il lavoro con le case discografiche e la promozione. Dal 2013 mi occupo professionalmente di ufficio stampa e promozione musicale: dalla comunicazione di progetti discografici ai tour, come l’ultimo – bellissimo – di Angelo Branduardi.

Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di collaborare con molti artisti affermati come Arisa, Paolo Vallesi, Matia Bazar, Luca Madonia e Luca Dirisio, oltre ad alcuni talenti usciti da Amici. Parallelamente lavoro molto con giovani emergenti, diversi dei quali sono arrivati in finale o hanno partecipato a manifestazioni importanti come il Festival di Castrocaro, 1MNext (il contest del Concertone del Primo Maggio a Roma), Musicultura, Sanremo Giovani e il San Marino Song Contest nel 2024, 2025 e 2026.

Anche quest'anno sei tornato al festival di Sanremo da addetto ai lavori, raccontaci questa edizione.

Esatto. Ormai sono dieci anni che seguo il Festival di Sanremo da vicino. Nel tempo ho accompagnato giovani artisti in gara, seguito alcuni ospiti e lavorato spesso dalla sala stampa Lucio Dalla, il cuore mediatico del Festival, dove si incontrano radio, tv e testate web. Inoltre, nella città dei fiori ricopro da quattro anni il ruolo di ufficio stampa di Sanremo Rock & Trend, il festival dedicato alla musica rock emergente che culmina con la finale al Teatro Ariston a Settembre.

Quali tra le canzoni in gara ti ha colpito di più? Avevi un tuo favorito? Il podio 2026 ti ha convinto?

La mia preferita era quella di Ditonellapiaga, un brano electro-pop che ho trovato molto interessante. Mi è piaciuto anche il pezzo di Sayf.
Sul podio finale direi che ci può stare: in fondo il pubblico è sempre una parte fondamentale del Festival e spesso il suo giudizio racconta bene il momento musicale che stiamo vivendo.

Cosa pensi di queste nuove tendenze musicali?

La musica vive sempre di cicli, è sempre stato così. Anche se personalmente arrivo dalla musica suonata – prima rock e oggi soprattutto pop – cerco comunque di mantenere uno sguardo attento sulle nuove tendenze e sui linguaggi della musica contemporanea.

Guardando al nostro territorio, hai collaborato con artisti locali? Cosa hai organizzato in zona?

Sul territorio ho collaborato con alcuni artisti, anche se non moltissimi. Tra le esperienze più recenti ci sono i Dynamite 36, vincitori di Area Sanremo 2022, e Fabrizio Pocci, con cui ho avuto modo di lavorare negli ultimi tempi. A Piombino, insieme a Gino Sozzi, ho organizzato per 20 anni (fino al 2023) il Festival Estivo, evento dedicato proprio ai giovani emergenti, un vero e proprio Galà della Musica indipendente (nel 2025 si è tenuto in provincia di Reggio Emilia).

Infine, alcuni consigli per chi vuole intraprendere la strada della musica.

La prima cosa è sicuramente la passione, che resta il motore di tutto. Accanto a questo è fondamentale prepararsi il più possibile, studiare e lavorare sulla propria identità artistica. Consiglio sempre di puntare sulla musica inedita e sulla qualità: oggi più che mai sono questi gli elementi che possono fare la differenza.

Dina Maria Laurenzi
© Riproduzione riservata


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