Politica Giovedì 05 Marzo 2026 ore 14:39
Porti, rischi per Livorno, Piombino ed Elba

Portualità, il consigliere regionale Franchi (PD): “La riforma del governo svuota i porti toscani e sottrae risorse vitali al territorio”.
PROVINCIA DI LIVORNO — "Il sistema portuale toscano rischia di essere pesantemente ridimensionato e privato della sua autonomia finanziaria e gestionale".
È questo l’allarme lanciato da Alessandro Franchi, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale a contrastare il nuovo Disegno di Legge del Governo sulla governance portuale.
Al centro della contestazione c’è la nascita di "Porti d’Italia S.p.A.", una società per azioni che, secondo la riforma, andrebbe a centralizzare competenze strategiche oggi in capo alle Autorità di Sistema Portuale (AdSP), sottraendo loro risorse umane e finanziarie.
I numeri citati nella mozione delineano uno scenario preoccupante per la Toscana. Secondo uno studio di Assoporti, l'Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale (che comprende gli scali di Livorno e Piombino) perderebbe circa 20 milioni di euro all’anno, che verrebbero trasferiti alla nuova S.p.A. nazionale.
A questo si aggiunge il previsto trasferimento del 25% del personale e di circa il 40% delle entrate derivanti da canoni demaniali e tasse portuali.
"Siamo di fronte a un arretramento senza precedenti rispetto ai principi della Legge 84/94. - dichiara Alessandro Franchi - Questa riforma non affronta le criticità del settore, ma sceglie la strada del centralismo verticistico, svuotando di funzioni i territori. Per la Toscana significa mettere a rischio la capacità operativa di scali strategici come Livorno, Piombino e dell’Elba, compromettendo la manutenzione, la sicurezza e grandi investimenti come la Piattaforma Europa, fondamentale per la competitività internazionale della nostra regione".
La mozione evidenzia come la trasformazione della governance in una società per azioni possa esporre infrastrutture vitali a interessi privati, anche internazionali, riducendo il controllo pubblico su snodi logistici essenziali per la sovranità economica nazionale.
"Non possiamo permettere che le risorse generate dai nostri territori vengano scippate per alimentare un baraccone centralizzato che ignora le specificità locali. Chiediamo alla giunta toscana di attivarsi immediatamente nei confronti del Governo per scongiurare questo accentramento e per aprire un confronto serrato con le Regioni e le parti sociali. La difesa del lavoro e dello sviluppo della costa toscana – conclude Franchi – per noi rimane una priorità".
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