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venerdì 19 aprile 2019

Attualità venerdì 18 gennaio 2019 ore 12:35

Letizia Battaglia cittadina onoraria di Livorno

Il Consiglio comunale vota all’unanimità la proposta della giunta. Belais: “Onoriamo un esempio di cittadinanza attiva”



LIVORNO — Il Consiglio comunale di Livorno ha stabilito di conferire la cittadinanza onoraria a Letizia Battaglia. Il riconoscimento sarà conferito alla celebre fotografa palermitana dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, sabato 19 gennaio alle ore 18 ai Granai di Villa Mimbelli durante l’inaugurazione della personale “Letizia Battaglia, fotografie” promossa dalla Fondazione Carlo Laviosa e realizzata in collaborazione con il Comune di Livorno.

“Una donna straordinaria ha detto l'assessore alla cultura Francesco Belais - che accogliamo nella comunità livornese con il titolo di cittadina onoraria, non tanto per la sua professionalità riconosciuta a livello nazionale e internazionale ( lei unica europea a vincere il Premio Eugene Smith, fotografo di Life) quanto per il suo essere persona portatrice di valori universali da preservare, trasferiti alla società anche tramite quel mestiere di fotoreporter che iniziò a fare spinta dal bisogno di stare dalla parte giusta: gli ultimi, i sofferenti, le vittime anche della mafia, ma non solo”.

“Oggi  - sottolinea l'assessore - rendiamo cittadina onoraria non la fotografa della mafia, definizione che Letizia Battaglia detesta, ma la persona antimafia che crede nella giustizia, la persona che contribuisce a fondare il Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”, che crea il Laboratorio d’If per insegnare il mestiere di fotografo ai giovani palermitani, che si impegna, politicamente, nella Sicilia degli anni ottanta e novanta, a difesa dell’ambiente e della legalità. Onoriamo questo esempio, di cittadinanza attiva, di professionalità indiscutibile e di donna che ha saputo attraversare un’epoca durante la quale le donne fotoreporter non venivano fatte accedere alla scena del crimine e lei seppe inventarsi metodi per farsi rispettare come quello del gridare a squarciagola fino a far imbarazzare inquirenti e poliziotti che in conseguenza la facevano passare”.



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