Politica Giovedì 19 Marzo 2026 ore 14:14
Immigrazione, Franchi contro l'Hotspot

Dopo la presa di posizione dell'assessora regionale Nardini, interviene anche il consigliere regionale Pd Alessandro Franchi
PROVINCIA DI LIVORNO — Il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Franchi, interviene con fermezza sulla questione del nuovo hotspot per migranti che il Ministero dell’Interno sta tentando di localizzare nel territorio livornese, con particolare riferimento alle recenti ricognizioni su aree demaniali nella zona di Stagno, nel Comune di Collesalvetti.
"Esprimo la mia totale contrarietà all'ipotesi di istituire un hotspot nel territorio di Livorno o nei comuni limitrofi. - dichiara Franchi - Siamo di fronte a un tentativo del Governo di imporre un modello di gestione dei flussi migratori che nulla ha a che fare con la storia e la cultura della nostra regione. La Toscana ha scelto da tempo la strada dell’accoglienza diffusa, della mediazione culturale e dell’integrazione sociale, rifiutando logiche di pura detenzione e screening sommari che mettono a rischio la dignità e i diritti umani".
Il consigliere Dem sottolinea la compattezza dei territori nel respingere questa ipotesi: "Il "no" arrivato dai sindaci di Livorno e Collesalvetti, dall’assessora regionale Alessandra Nardini, non è un semplice rifiuto logistico, ma una scelta politica e civile di chi conosce la complessità della gestione degli sbarchi".
"Livorno ha già dimostrato, con decine di operazioni di accoglienza delle navi Ong, di saper gestire l’umanità con efficienza e senza tensioni. Trasformare la nostra città in una "zona di frontiera" con strutture prefabbricate significa tradire questo impegno", aggiunge Franchi.
Franchi punta poi il dito contro la mancanza di coinvolgimento delle istituzioni locali: "È inaccettabile che si ipotizzino soluzioni calate dall'alto, andando a colpire aree sensibili come quella di Stagno vecchia senza alcun dialogo preventivo. Condivido appieno le preoccupazioni espresse dalla Caritas, dalla Fondazione Migrantes e dai vescovi toscani: non abbiamo bisogno di nuovi “centri di detenzione”, ma di investire nelle politiche sociali".
In conclusione, il consigliere annuncia battaglia nelle sedi istituzionali: "Non resteremo a guardare mentre si tenta di scardinare il modello toscano. Se il ministero e la prefettura intendono procedere forzando la mano, porterò immediatamente la vicenda in Aula in Consiglio Regionale per sollecitare una presa di posizione netta e ufficiale della Toscana. Difenderemo il diritto dei territori a non essere trasformati in terminali di procedure emergenziali e disumanizzanti".
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