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Cronaca Sabato 18 Aprile 2026 ore 10:08

Truffa un anziano per 45mila euro, arrestato

La refurtiva recuperata

Un'altra truffa del finto carabinieri. Per fortuna i carabinieri hanno fermato un 30enne e recuperato gioielli e contanti rubati



LIVORNO — I carabinieri della Sezione Operativa del Norm di Livorno, hanno arrestato in flagranza di reato un 30enne campano, individuato quale presunto autore di una truffa eseguita con la tecnica del finto carabiniere ai danni di un anziano livornese.

Nel corso di un servizio svolto in abiti civili, i carabinieri hanno notato un uomo che, nell’uscire da un condominio del centro cittadino con fare circospetto, introduceva una busta in una borsa che portava a tracolla. I militari, insospettiti, hanno deciso di seguirlo, notandolo salire su un’auto che da immediati accertamenti è risultata essere stata noleggiata nel capoluogo campano. 

Dopo essersi diretto verso Pisa, l’auto è stata fermata con l’ausilio di una pattuglia dei carabinieri di Migliarino Pisano. L'uomo è apparso fin da subito nervoso, è stato perquisito e i carabinieri hanno trovato 5.000 euro in contanti ed oltre 300 grammi di monili in oro aventi un valore di mercato stimato in circa 40mila euro. 

Considerate le circostanze e l’impossibilità di giustificare il possesso di tali beni, ritenuto quindi responsabile della commissione di un reato perpetrato all’interno della palazzina dalla quale era stato visto uscire, l’uomo è stato portato nella caserma di viale Fabbricotti per ulteriori accertamenti. 

Dallo sviluppo delle indagini, mettendo a sistema i gioielli rinvenuti con autonome investigazioni, opportunamente integrate con accertamenti e riscontri incrociati anche di tipo tecnico, i carabinieri di Livorno sono riusciti a risalire alla vittima della truffa recandosi presso la sua abitazione dove è apparso ancora scosso per l’accaduto.

La vittima ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato quale carabiniere riferendogli che avevano arrestato due persone a bordo della macchina di suo figlio a seguito di un furto presso una gioielleria del centro cittadino; ha precisato che un terzo uomo era scappato e dalle telecamere era stato riconosciuto quale suo figlio.

L’uomo, che si era spacciato per carabiniere, ha preannunciato un fantomatico controllo ai preziosi in suo possesso per verificare una corrispondenza con la refurtiva della gioielleria. Circa dieci minuti dopo, un uomo si è presentato alla sua porta chiedendo di mostrargli i gioielli in suo possesso ed il denaro, in quanto dovevano verificare anche la serie delle banconote. 

Il sedicente carabiniere dopo aver preso sia i gioielli che il denaro contante, si è allontanato riferendo che avrebbe dovuto effettuare le foto ai gioielli per escluderli dalla refurtiva e verificare le serie delle banconote. 

Non vedendolo più tornare e realizzato di essere stato vittima di truffa l'anziano ha contattato i parenti e, nel volgere di un paio d’ore, è stato chiamato dai veri carabinieri.

Dalle prime indagini sul conto dell’artefice della truffa è emerso che era già stato denunciato per analoghi reati commessi in diverse località italiane. 

Al termine delle formalità di rito, l’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre il 30enne è stato arrestato per il reato di truffa aggravata e tradotto in carcere a disposizione dell’autorità viudiziaria, che ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere.

Nell’occasione, l’Arma ribadisce che i Carabinieri, così come le altre forze di polizia, non contattano privati cittadini per chiedere direttamente o indirettamente denaro o preziosi.

L’invito è quello di prestare sempre la massima attenzione e di non lasciarsi influenzare dal senso di “assoluta urgenza” su cui i truffatori fanno leva, invito rivolto non solo alla fascia di popolazione più anziana ma anche a coloro che frequentano, assistono e stanno vicino alle persone anziane, affinché non perdano occasione di sensibilizzare i propri cari, guidandoli ed informandoli sulla condotta da tenere nel caso in cui dovessero ricevere richieste di denaro o di preziosi da parte di falsi appartenenti alle forze dell’ordine. 

Un ulteriore consiglio, che viene dato anche nel corso degli incontri informativi svolti dall’Arma in provincia, è quello di chiamare il 112 NUE o rivolgersi alla Stazione Carabinieri più vicina, anche solo per un consiglio. Questo ed altri consigli sono disponibili sul sito www.carabinieri.it, nella sezione “IN VOSTRO AIUTO > CONSIGLI > Pillole di prevenzione”. 


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