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Lavoro Venerdì 17 Aprile 2026 ore 14:15

Livorno, firmato il Manifesto del lavoro buono

Il presidente Giani e il sindaco Salvetti

Coinvolti 30 enti. Presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani



LIVORNO — E' stato firmato questa mattina nella sala del Consiglio comunale di Livorno il Manifesto del Lavoro Buono. Il documento, redatto dal Comune di Livorno, vuole rispondere alla necessità di creare una maggiore consapevolezza da parte della nostra comunità sul valore culturale, civile e sociale del lavoro, nelle sue diverse espressioni.


Il Manifesto del Lavoro Buono si propone l'intento di essere una bussola con la quale orientarsi e sviluppare una progettualità per valorizzare la persona nel suo percorso di realizzazione attraverso il lavoro.

La presentazione del Manifesto è stata affidata all'assessore con delega al lavoro Federico Mirabelli. Qui di seguito il suo intervento completo.


"Buongiorno a tutte e a tutti.
Voglio ringraziarvi fin da subito per aver compreso, condiviso e partecipato attivamente all'idea e al percorso promosso dall'Amministrazione Comunale circa un anno fa per la definizione del Manifesto del Lavoro Buono. Quella di oggi è una tappa fondamentale perché arriviamo a una sottoscrizione formale e sostanziale di quanto condiviso. Da una ricerca effettuata, Livorno è il primo comune in Italia a promuovere e sottoscrivere un Manifesto del Lavoro Buono che vede la partecipazione di 30 soggetti di natura istituzionale, economica e sociale, coinvolgendo anche diverse associazioni legate alle tematiche del lavoro.


Quello che condividiamo qui non è soltanto un documento. È una visione, una direzione, un impegno per costruire un lavoro di qualità che pone al centro le persone. Perché il lavoro è lo strumento attraverso il quale le persone costruiscono e definiscono se stesse, il proprio progetto di vita e la propria comunità.
LE RAGIONI DEL MANIFESTO
Perché un Manifesto del Lavoro Buono, e perché adesso? Perché il mondo del lavoro sta cambiando profondamente. L'innovazione tecnologica, l'automazione, l'intelligenza artificiale stanno trasformando non solo i contenuti del lavoro, ma la sua stessa natura. Queste trasformazioni portano opportunità straordinarie, ma anche rischi reali di esclusione e di precarizzazione della società. Il dumping contrattuale, i working poor, le morti sul lavoro, la discriminazione nei luoghi di impiego, sono fenomeni che, quando si presentano, incrinano il patto sociale che tiene insieme il nostro territorio e il nostro Paese.
L'idea del Manifesto del Lavoro Buono nasce per provare a rispondere a queste incrinature. Con visione, indicando una direzione verso cui vogliamo andare per promuovere un lavoro e uno sviluppo di qualità.


IL VALORE CULTURALE

Il Manifesto del Lavoro Buono non è una legge, non è un contratto. Dal mio punto di vista è qualcosa di più forte. Si tratta di una cornice valoriale e culturale che può guidare l'operato dell'Amministrazione, diventando parte integrante nelle modalità progettuali; un orizzonte di impegno per le imprese, le lavoratrici e i lavoratori, categorie economiche e sindacati.
Uno degli obiettivi principali del Manifesto del Lavoro Buono vuole essere pertanto la diffusione della consapevolezza che la qualità del lavoro è un investimento. Un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo, ben retribuito genera produttività, fidelizzazione, innovazione. Il lavoro buono fa bene alle persone e fa bene alle organizzazioni.
Questo è il cambiamento culturale che vogliamo promuovere.


IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI: ISTITUZIONI, PARTI SOCIALI, ASSOCIAZIONI


Per questo cambiamento culturale è strategica la piena consapevolezza di tutta la comunità livornese nelle sue diverse articolazioni. È indispensabile il gioco di squadra e la capacità di fare rete. il Manifesto del Lavoro Buono l'abbiamo costruito insieme: istituzioni, sindacati, categorie economiche, ordini professionali e associazioni. Oltre a una visione comune, serve la forza di portarla avanti insieme.

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL LAVORO BUONO

Il Manifesto si articola attorno a tre grandi dimensioni del lavoro buono, che voglio richiamare brevemente.
La prima è il Lavoro Sostenibile: regolare, perché rispetta le norme e combatte il nero e il dumping; stabile, perché garantisce continuità e prospettive; adeguatamente retribuito, perché chi lavora deve poter vivere dignitosamente; qualificato e qualificante, perché il lavoro deve essere anche crescita e formazione professionale e umana.
La seconda è il Lavoro Sicuro: fisicamente sicuro, certo, ma anche sicuro nel senso più ampio — capace di promuovere il benessere psicofisico, di integrare la prevenzione nella cultura aziendale, di tutelare ogni persona nei propri spazi di vita professionale. Tema questo essenziale, sul quale dobbiamo mantenere alta l'attenzione dopo i tre infortuni mortali vericatosi nell'arco di un mese all'inizio dell'anno. Tre ferite profonde per la nostra città. Non basta quello che abbiamo fatto, serve un ulteriore impegno da parte di tutti.


La terza è il Lavoro Inclusivo: libero da discriminazioni di genere, età, origine, orientamento sessuale; accessibile alle persone con disabilità; capace di conciliare i tempi di vita e di lavoro; in grado di riconoscere la diversità non come un problema, ma come una risorsa.

UN MANIFESTO CHE AGISCE: LE AZIONI CONCRETE

Il Manifesto del Lavoro Buono assume valore non solo per le parole con cui è scritto ma per quello che saprà generare.
Infatti stiamo elaborando un primo impianto di iniziative attuative.
Prima di tutto, Il Comune di Livorno, come soggetto promotore, nell'attuazione del Manifesto del Lavoro Buono, dovrà dare il buon esempio. Su questo avvieremo un tavolo di monitoraggio con gli uffici preposti e le organizzazioni sindacali.
Sul Lavoro Sostenibile ad esempio, nel rinnovo delle procedure di appalti pubblici stiamo provando a garantire il salario minimo a 9 euro. Tutto questo in un quadro normativo incerto e con un investimento di risorse dirette dell'amministrazione comunale.
Sul Lavoro Sicuro: anche qui non parliamo di intenzioni future, ma di cose che stiamo già facendo. In questo anno scolastico abbiamo portato il tema della cultura della sicurezza nelle scuole, prima che i ragazzi e le ragazze entrino nel mondo del lavoro, attraverso un Percorso per le competenze trasversali: il PCTO è stato rivolto alle classi quarte delle scuole superiori e terminerà con la realizzazione di un murales in città da parte dei ragazzi e delle ragazze sul tema della sicurezza.


Sempre nel breve periodo, vorremmo avviare tre iniziative: una per valorizzare le buone pratiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro; una seconda sul microclima estivo; la terza sulla sicurezza sul lavoro dedicato ai cantieri di opere pubbliche. Azioni che se bene preparate, potranno tradurre i principi che abbiamo condiviso in impegni reciproci, verificabili, capaci di orientare i comportamenti quotidiani nelle organizzazioni che oggi firmano con noi.
Inoltre l'Amministrazione Comunale si impegnerà nell'attivazione di azioni di monitoraggio nei segmenti fragili del mercato del lavoro (rider, turismo, appalti logistica.)


La nostra speranza è che Livorno, con il suo Manifesto del Lavoro Buono, diventi un riferimento regionale e non solo. Approfitto della presenza di Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, per proporgli l'attivazione di uno studio sulle condizioni di lavoro nella Regione Toscana, con analisi puntuali nei grandi centri urbani o per sistemi economici locali. Potrebbe essere una base utile per valutare ulteriori nuove iniziative locali e regionali.

Per quanto riguarda il Lavoro Inclusivo, ci sono percorsi già avviati, o immediatamente avviabili, perché nascono dal lavoro che come Amministrazione stiamo già facendo.
Vorremmo affrontare direttamente il tema delle discriminazioni nei luoghi di lavoro legate all'identità di genere e all'orientamento sessuale, promuovendo, con il supporto delle associazioni del territorio che già operano su questi temi e che oggi sono qui, percorsi formativi rivolti alle posizioni apicali nelle imprese, in sinergia con Confcommercio, Confartigianato, Confindustria e le organizzazioni sindacali. Una base di partenza esiste già: è la proposta formativa elaborata dall'associazione Approdo per i Centri per l'Impiego e i Consultori, che potremo adattare al contesto dei luoghi di lavoro.
Sempre nel breve periodo, rafforzeremo il raccordo con la rete antiviolenza che il Comune coordina, per sostenere concretamente le donne vittime di violenza nel percorso verso l'autonomia lavorativa. Uno dei nodi critici che emerge ogni anno è trovare aziende disponibili ad attivare tirocini e borse lavoro. Su questo potremmo pensare insieme come agire.


L'amministrazione nel 2025 ha realizzato il primo Bilancio di Genere e sta lavorando per realizzare l'Atlante URBANO della città: sono strumenti che ci consentono di misurare il nostro operato e che ci guideranno nella definizione di obiettivi concreti e misurabili, Inoltre, sul tema della conciliazione vita-lavoro, è stato prolungato l'orario di apertura dei servizi educativi comunali: una misura concreta che collega le politiche per l'infanzia a quelle del lavoro.
Queste azioni che vi ho brevemente rappresentato non sono promesse o premesse generiche. Sono impegni che possiamo assumerci con la consapevolezza che l'Amministrazione Comunale potrà realizzarli in rete con i soggetti che oggi sottoscriveranno il manifesto e che hanno lavorato con noi per la sua definizione.
Il Manifesto del Lavoro Buono non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. È la bussola con la quale vogliamo camminare. E oggi, con la nostra firma, iniziamo davvero a camminare".

"Il Manifesto del Lavoro Buono nel 2024 era uno degli 8 elementi che caratterizzavano il nuovo programma dell'Amministrazione Comunale. - ha detto il sindaco Luca Salvetti - Temi di grande valore che avevamo inserito nel percorso iniziato nel 2019. Quante volte abbiamo sentito parlare di lavoro nei programmi dei politici e degli amministratori che lavorano sul territorio, ma non è facile tradurlo e realizzarlo. Attraverso il nostro impegno insieme alle istituzioni e ai soggetti che hanno partecipato alla stesura del Manifesto del Lavoro Buono, abbiamo provato a favorire il mantenimento e la creazione di nuovo lavoro, trovando anche nuove occupazioni per i nostri giovani".

"Quando poi si parla di lavoro si deve parlare anche di qualità del lavoro, che deve essere buono e soprattutto sicuro.
Voglio inoltre segnalare che il Comune di Livorno è il primo sul podio tra le Amministrazioni che ha realizzato il salario minimo mettendolo in pratica attraverso un impegno economico diretto del bilancio comunale. Spero che questa visione e questa volontà si estenda anche ai soggetti privati. Negli anni è stata elaborata una piena coscienza e una grande sensibilità a rendere più solidi questi diritti.
 Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del Manifesto del Lavoro Buono e gli uffici comunali che sono riusciti ad organizzare un lavoro veramente complicato", ha concluso Salvetti.

"Il tema del lavoro è l'unico di tutti gli argomenti che nella nostra Costituzione è pubblicato due volte: nell'articolo 1 e nell'articolo 4.
L'articolo 1 che pone le basi per la Repubblica: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
L'articolo 4 che nella specificità affronta il lavoro: - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Questo protocollo del lavoro buono è inteso come espressione di un lavoro inclusivo, di un lavoro sicuro, di un lavoro motivato, di un lavoro protetto dal punto di vista economico".

Dopo i ringraziamenti al Comune, al Sindaco, allo staff ed a tutti coloro che hanno lavorato al Manifesto il Prefetto Dionisi ha detto: “Con questo documento si afferma con chiarezza che lo sviluppo economico è fondamentale, ma non può mai prescindere dalla vita e dalla salute dei lavoratori, così come dalla qualità delle condizioni lavorative, condizioni di tutti i tipi, condizioni economiche, condizioni di qualità, appunto e di non sfruttamento.
La cura del lavoro richiede un impegno costante concreto, fatto di prevenzione, fatto di controlli e di tanta formazione.
E' necessario creare, inventare, rafforzare una vera e propria cultura condivisa della sicurezza e della dignità del lavoro. Una cultura che deve coinvolgere noi istituzioni, le imprese, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, e ciascuno ha chiamato a fare la propria parte. La Prefettura ha cercato di fare il suo, abbiamo fatto tanti tavoli sulla sicurezza sul lavoro, penso solo a tutto quello che stiamo facendo per cercare di mettere in sicurezza i 12 stabilimenti a rischio nella provincia di Livorno. Sono tanti gli impegni su cui ci stiamo adoperando, pensiamo anche ai tanti tavoli con i sindacati relativi alle iniziative per la tutela dell'occupazione.
L'auspicio è che questo non resti un documento programmatico, ma diventi una vera e propria guida operativa, un modello da seguire, un punto di riferimento per azioni concrete e soprattutto verificabili nel tempo, perché il lavoro buono, è una scelta, è un impegno quotidiano, è una responsabilità collettiva”.

Il presidente del Consiglio comunale Pietro Caruso ha aperto l'evento puntualizzando "che bisogna mettere al centro la persona, la sua dignità, la sua sicurezza e il suo futuro".

"Tutti si devono ritrovare in un lavoro che sia sicuro ed accogliente e adatto alla propria personalità e soprattutto che sottolinei la propria dignità di donne e uomini", ha dichiarato Eleonora Agostinelli, vicepresidente della Provincia.

Hanno firmato l'atto:
- Luca Salvetti – Sindaco di Livorno
- Federico Mirabelli – Assessore alle Politiche del Lavoro
- Eugenio Giani – Presidente Regione
- Giancarlo Dionisi – Prefetto di Livorno
- Alessandro Franchi – Consigliere regionale
- Massimo Marino – UIL
- Gloria Cappagli – Ordine Consulenti del Lavoro
- Alessandro Ciapini – Presidente Confesercenti
- Eugenio Fiore – Confindustria
- Yari Bientinesi – Confartigianato
- Michela Tarabella – Ispettorato del Lavoro
- Stefano Di Bartolomeo – ANMIL
- Eleonora Agostinelli – Vice Presidente della Provincia di Livorno
- Marta Venturi – ARTI
- Maria Grazia Dainelli – Consigliera parità
- Rita Rabuzzi – Agedo (L’approdo)
- Martina Cardamone Arcigay Livorno (L’approdo)
- Federico Pieragnoli, Francesca Marcucci – Confcommercio
- Giovanni Lorenzini, Luisa Favilli – INAIL
- Juri Sbrana, Chiara Tramontani – Confapi
- Enrico Sostegni – Legacoop
- Paolo Nanni – Provincia Livorno Sviluppo
- Giovanni Ceraolo - USB
- Maria Giovanna Ulivieri – Ass. Ippogrifo
- Gabriele Venerdini – INPS
- Filippo Giusti, Bardini Uliano, Colorà Paola – CISL
- Cinzia Pagni – CIA
- Alessandro Longobardi – CNA
- Francesca Marcucci – Camera di Commercio
- Gianfranco Francese – CGIL
- Alessandro Musmeci – USL Toscana Nord Ovest
- Luca Guadagno - Confagricoltura.


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