Attualità Sabato 16 Maggio 2026 ore 21:47
Salvato dalla Misericordia, dona defibrillatore

Daniele, il ragazzo soccorso dai volontari, li ringrazia: "Sono nato una seconda volta, vi devo la vita”.
LIVORNO — Ci sono storie che vale la pena raccontare. Non perché finiscono sui giornali ma perché finiscono bene.
Una partita di basket, al PalaMacchia, poteva trasformarsi in tragedia se i soccorritori della Misericordia di Livorno, presenti a ogni evento della Libertas, non fossero intervenuti tempestivamente. Era il 30 Novembre scorso.
Nell’intervallo lungo, qualcosa interrompe la normalità di quella serata: uno spettatore in curva nord si sente male. I volontari vengono allertati, si avvicinano a quel ragazzo, ma il quadro non è subito chiaro.
“Era cosciente – raccontano, ricordando l’accaduto – ma i sintomi lasciavano spazio a più ipotesi. Forse una congestione, forse altro. Non lasciamo niente al caso, lo spostiamo in una zona più tranquilla del palazzetto, lontano dalla confusione”.
Lo osservano con attenzione, gli fanno domande sempre più mirate.
“Poi l’elettrocardiogramma conferma il sospetto: un possibile infarto. Allertiamo subito la centrale del 118 e una seconda ambulanza arriva sul posto”.
Daniele, questo il nome del tifoso, viene portato immediatamente in emodinamica e sottoposto a un intervento. Dopo diversi giorni torna a casa.
Ed è qui che la storia non finisce, perché qualche tempo dopo vuole incontrare, insieme alla sua famiglia, i soccorritori che gli hanno salvato la vita.
“Mio figlio è nato due volte. – ha detto la madre ai volontari, abbracciandoli e piangendo per la commozione – Senza di voi, senza quell’intervento tempestivo, approfondito e umano, quella sera poteva finire in tutt’altro modo. È grazie a chi ogni giorno indossa la vostra divisa con grande amore che oggi possiamo ancora festeggiare tutti insieme”.
Non solo parole, perché Daniele e i suoi cari hanno voluto andare oltre e compiere un gesto concreto donando alla Misericordia di Livorno un Dae (defibrillatore automatico esterno), il dispositivo salvavita capace di analizzare il ritmo cardiaco di una persona in arresto e, se necessario, erogare una scarica elettrica per ripristinare il battito normale.
“Storie come quella di Daniele ci ricordano ogni giorno il senso profondo di ciò che facciamo - conclude Gabriele Vannucci, direttore della Confraternita labronica - . E ci spingono a dare sempre di più. Per questo formiamo continuamente la cittadinanza: disostruzione, massaggio cardiaco, uso del defibrillatore. Perché chiunque, un giorno, potrebbe trovarsi a fare la differenza. Chi vuole imparare ha un’occasione concreta: il 19 maggio alle 21, in via Verdi, parte il corso gratuito per diventare soccorritore di livello base. Aperto a tutti. Grazie, Daniele. Il vostro dono vale molto più di uno strumento: è un gesto d’amore”.
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