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venerdì 27 gennaio 2023

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Le buone notizie

di Nicola Belcari - lunedì 16 gennaio 2023 ore 08:00

Le buone notizie sono rare. Le cronache, infatti, sono un elenco di disgrazie.

Che ci sia compiacimento nel diffondere quest’ultime? Che facciano effetto per la carica d’informazione? Che suscitino un sottile piacere nell’ascoltarle al pensiero di averla scampata al posto di qualcun altro che ne è colpito?

Le notizie di cronaca purtroppo sono vere. Siamo giunti al punto che alcuni amici, ai quali sta a cuore il nostro benestare, consigliano di non guardare più i TG, sostenendo che loro già lo fanno, per non sviluppare una depressione o cadere preda di pensieri negativi.
Le buone notizie, allora, quelle poche, ci consolino; anche se non potranno mai controbilanciare quelle di segno opposto.

Non possiamo gioire della dipartita di delinquenti e malfattori: il buon gusto lo vieta e soprattutto per il rispetto della morte dovuto a chiunque, nonostante le sue colpe; né possiamo rallegrarci del male per qualcuno, né che subisca un reato (per giunta impunito, come quel tale, vittima di un misfatto che visto mandare assolto il colpevole, si lasciò andare al desiderio di rivalsa augurando all’avvocato difensore di subire il suo stesso danno).

Ecco allora le buone notizie possibili. Il famoso giornalista, modello di parzialità e malafede, perde la sua trasmissione; il deputato opportunista e senza scrupoli non è stato rieletto. Sono queste buone notizie a metà, o per così dire, provvisorie, perché non sappiamo da chi saranno sostituiti, con il rischio nemmeno tanto improbabile di doverli rimpiangere. Dovremmo perciò imparare dalla vecchietta di Siracusa che pregava per la vita del tiranno?

Ci sarebbero poi le buone notizie sperabili o augurabili: eccone alcune, per esempio. Per certi personaggi, mi suggeriva un conoscente, non sarebbe del tutto gratuito o inopportuno un malessere intestinale d’una certa durata: un auspicio da cui mi dissocio poiché ricorda gli effetti di un purgante famigerato (anche se sono sicuro che il riferimento a quello non ci fosse, se non inconscio, e che nell’idea del “proponente” si trattava di evento naturale e non indotto).

Il calciatore portato in trionfo incappa nella più ridicola delle autoreti mentre a casa la moglie non si confonde con il compagno di squadra escluso dalla rosa.
Il percettore di tangente aveva nascosto un pacco di soldi nella cappa del camino, in modo che se i cani della polizia l’avessero fiutata (ma a quale addestramento sono sottoposti questi poveri animali?) avrebbe potuto sostenere che era rimasta incastrata lì, buttata da Babbo Natale, ché come tutti sanno si serve di quel passaggio. Il nipote in sua assenza aveva acceso il fuoco per intrattenersi in libertà (dei vestiti) con un’amica mandando in fumo tutto il malloppo.

Il tecnico di laboratorio, con grave disturbo della personalità e delirio di grandezza, convinto di essere uno scienziato, è stato destinato a un lavoro umile ma più utile e dignitoso degli esperimenti folli e criminali che conduceva

Se negli auspici sembra prevalere il castigo dei malfattori, non è per malevolenza ma a ragione del dominio dell’ingiustizia nel mondo, che dunque il premio dei giusti, in taluni casi, potrebbe rischiare di trasformare degli oppressi in oppressori.

Ci sarebbero infine le grandi notizie, non i soliti piccoli e poco significativi avvenimenti: il disarmo nucleare, la chiusura degli arsenali, provvedimenti contro l’inquinamento, il rispetto della Natura, la giustizia sociale, ecc. ma queste sono notizie che non arriveranno mai se noi tutti non faremo in modo di farle arrivare.

Nicola Belcari

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